Selassie da bambino
Creoce etiope

Rasta e tamburi

Sebbene la commercializzazione popolare del reggae e del folklore Jamaicano abbia portato ad identificare questo termine, ben conosciuto dall’uomo comune, con la chioma tipica della nostra fede (chiamata “dreadlocks” e determinata da un voto biblico, il Nazireato, come vedremo in seguito), esso indica in verità l’adesione spirituale a questa tradizione e caratterizza fondamentalmente i membri del nostro popolo. In questa parola si addensano molti significati profondi, storici, profetici e teologici, che sfuggono completamente alla superficialità generale, rivelandone l’imbarazzante impreparazione educativa.

1) In primo luogo si tratta di una parola etiopica, contrazione di “Ras Taferi”, che descrive la personalità storica di Haile Selassie I, con il suo nome civile Teferi (“terribile”) e il suo titolo onorifico e regale di Ras (“capo”). Il Rasta è dunque colui che si identifica personalmente nel Re impegnandosi a rifletterne in se stesso l’insegnamento e l’esempio, proprio come i Cristiani fanno riferimento al Cristo per descrivere la propria tradizione e dottrina. A questo riguardo, Sua Maestà affermò:

“Quanto dovremmo vergognarci di chiamarci Cristiani, senza tuttavia seguire i Suoi passi ?”.
(Messaggio di Natale al Popolo Americano, 25 Dicembre 1937).

2) Identificandosi con una parola etiopica, il fedele confessa che l’Etiopia è la sua patria, in quanto dimora primigenia di Adamo e dell’uomo, a cui egli deve tornare attraverso il Regno di Dio sulla terra, e che la tradizione etiopica è il riferimento fondamentale per la comprensione della rivelazione biblica e cristologica, nonché per l’acquisizione della lingua santa e pura che regnava in principio.

3) Il termine “Ras” viene dal ge’ez “Rees” e indica il più alto grado di nobiltà e responsabilità politica nell’impero etiopico (“Capo”, anche tradotto “Duca”, come colui che conduce), e da questa stessa radice viene anche il termine latino “rex”, che forma “re” in italiano moderno. Identificandosi con esso, l’individuo confessa l’autorità di Haile Selassie sulla propria condotta ed esistenza, e richiama la natura della nostra specifica rivelazione, offerta dal Re in quanto Cristo nella Sua seconda venuta nella Maestà e nella Gloria, a compimento delle profezie bibliche che ne preannunciavano la manifestazione regale:

“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria… Allora il Re dirà..”
(Matteo 25, 31s)

Dopo dunque la veste monastica e sacerdotale del Cristo nella prima venuta, in cui insegnava le verità inerenti alla sfera spirituale e morale ed apportava l’espiazione del peccato, Haile Selassie I ci dà oggi conoscenza politica e secolare per risolvere i problemi moderni e ottenere liberazione e riscatto socialmente e fisicamente.

4) Il termine “Ras”/”Rees ha una valenza fisica e anatomica, indicando anche la Testa del nostro corpo, che ospita la visione e l’intelligenza. E’ questo infatti il tempo in cui, tra i segreti della regalità, il fedele perviene alla coscienza del mondo materiale e della carne su cui Cristo adesso regna, e che attendevano biblicamente una rigenerazione e un ritorno allo stato paradisiaco originario, come annunciato dall’Apostolo:

“Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito; noi stessi, dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo.” (Romani 8, 19-23).

Tra i Rasta vi è dunque molta attenzione verso la cura del corpo, l’alimentazione e l’auto-realizzazione mondana, come caratteristiche distintive di questo tempo nella storia, in cui il fedele accede, insieme a Cristo, alla piena maestà della propria personalità proprio come Adamo prima del suo peccato, integro nello spirito così come nella carne.  

In questo logico procedere verso il compimento fisico dei principi spirituali, il Rasta perviene inoltre allo stadio mentale (Ras) della spiritualità, in cui i misteri religiosi vengono tradotti pienamente  in contenuti filosofici e razionali, universalmente acquisibili mediante un approccio oggettivo e scientifico, integrando così la rivelazione con la ragione, e la predicazione con l’educazione, in continuità biblica e senza dissidi interni, secondo quanto fu profetizzato da San Paolo:

“Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo.”
(1 Corinzi 2, 16)

“Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.”
(1 Corinzi 13, 12).

5) In questa nuova fase della Sua vita ed attività, Cristo avrebbe avuto un nuovo nome, a testimonianza del rinnovamento personale che aveva ottenuto con la Sua morte e resurrezione di rinascita. Egli stesso afferma infatti:

“Chi vince io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio e il mio NOME NUOVO.”
(Apocalisse 3, 12)

E che questo nome regale dovesse essere “Teferi”, era stato chiaramente predetto dal profeta antico:

“Poiché io sono un Re grande, dice il SIGNORE degli eserciti, e il mio nome è TERRIBILE fra le nazioni.” (Malachia 1,14)

Questo nome poi doveva essere associato al capo, secondo quanto attestato dalla Scrittura riguardo a questo tempo. Ecco perché, parlando dei segni della Sua venuta, il Signore affermò:

“Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nuvola con potenza e grande gloria. Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate il vostro capo (ras)”.
(Luca 21, 27-28) 

E ancora:

“in essa sarà il trono di Dio e dell’Agnello e i suoi servi lo serviranno; essi vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome SULLA LORO FRONTE.”
(Apocalisse 22, 3-4)

Riguardo a questo segno sulla fronte, la Bibbia dice anche:  

“Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna UN TAW sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono.”
(Ezechiele 9, 4).

Taw è la lettera iniziale del nome Teferi ed è il segno (TemerT in ge’ez) supremo, in quanto si disegna come una croce.anche in lingua etiope. Prefigurando tutto questo, alcuni etiopi si tatuavano tradizionalmente una croce sulla loro fronte. Inoltre, Sua Maestà divenne Ras e acquisì il nome di Rastafari il 27 Settembre del 1916, proprio nel giorno della Festa della Croce. 

Così, Rasta si interpreta anche “RasTaw”, e dichiara, tra le altre cose, che l’occhio della mente del fedele (terzo occhio) è aperto e attivo.