H.I.M. incoronato
Croce etiope archivio

Bob Marley

Con questo termine si indica lo stile di musica “leggera” che i padri hanno elaborato adattando alla strumentazione musicale moderna ed elettrificata i principi ritmici e melodici del nyabinghi e del suo heart-beat, così da celebrare artisticamente la livity Rastafari e di veicolarne il messaggio spirituale ed educativo, adempiendo al comandamento del Salmo 150:

Glorificate Egziabhier nei Suoi santi ::
Glorificatelo nella fermezza della Sua potenza ::
Glorificatelo nella Sua capacità ::

Glorificatelo secondo la sua molta grandezza :
Glorificatelo con la voce del corno ::

Glorificatelo con il salmo e il masinqo ::
Glorificatelo col tamburo e con la gioia ::

Glorificatelo con la cetra e con l’arpa ::
Glorificatelo col sistro la cui voce è buona ::

Glorificatelo col sistro e con il giubilo ::
Ogni anima glorifichi Egziabhier ::

La radice della parola è piuttosto antica e si ritrova associata alla musicalità in tutte le civiltà religiose dell’oriente: “Regtz” significa “Battere” in ge’ez, e gli apostoli Giacomo e Giovanni, detti “i figli del tuono”, sono biblicamente chiamati “Boan-ERGES” (Marco 3,17) secondo questa filologia; il “Raqs” è la danza ritmata della tradizione islamica, che si dice il profeta Mohammed abbia preso dagli Etiopi; il “Raga” è la scala melodica con cui viene modulata la musica indiana. Oltre a queste suggestioni, la parola è stata sempre interpretata dai Rasta come “regal”, regale (in latino “rege” significa “per il Re”) dacché essa è l’espressione della presenza e potenza imperiale del Cristo in questo tempo, a compimento delle scritture profetiche. Il Signore aveva infatti predetto nel Vangelo:

“tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli.”
(Matteo 24, 30-31)

Il reggae è così la “tromba di Dio” con cui il movimento viene ampliato e raccolto a livello internazionale, e che annuncia alla storia l’epoca del Regno Divino sulla terra. In questa sua speciale posizione escatologica si concentra un particolare carisma profetico, che alcune importanti personalità di quell’ambito, come Ras Berhane Selassie (Bob Marley), hanno manifestato con universale riconoscimento tra i Rasta e con contributi fondamentali per lo sviluppo e la propagazione della fede. 

Il Re d’Israele Davide, da cui Sua Maestà discende, ha lasciato come sua testimonianza profetica all’interno del Canone Biblico proprio il libro dei Salmi, che sono testi musicali recitati con l’accompagnamento della Beghenà, l’arpa biblica a 10 corde tutt’ora custodita dalla tradizione etiopica; anche Salomone suo figlio ci lascerà il Cantico dei Cantici, riconfermando la stretta connessione tra la regalità e l’espressione musicale. Preannunciando le caratteristiche storiche della Regalità di Cristo in terra, Samuele profetizzò a Saul primo re d’Israele: 

“Giungerai poi a Gàbaa di Dio, dove c’è una guarnigione di Filistei e mentre entrerai in città, incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno dall’altura preceduti da arpe, timpani, flauti e cetre, in atto di fare i profeti.”       
(1 Samuele 10,5)